Ecco le foto dell’opera d’arte dell’artista Helen Marshall, un mosaico in Birmingham, Inghilterra, composto da 112.896 foto di facce di persone.


Non male, eh? Voi cosa ne pensate?
Via | WoosterCollective
Blog dedicato all’Arte in tutte le sue forme ed evoluzioni. Dall’impressionismo alla Street Art.
Ecco le foto dell’opera d’arte dell’artista Helen Marshall, un mosaico in Birmingham, Inghilterra, composto da 112.896 foto di facce di persone.


Non male, eh? Voi cosa ne pensate?
Via | WoosterCollective
Ciao ragazzi. Io sono Mateo e vi farò compagnia d’ora in poi su questo blog, sperando di darvi notizie divertenti ed interessanti.
Partiamo subito: beccatevi il libro di Marek Colek e Pat Shewchuk, da Tin Can Forest Animation, Pohadky. Si tratta di una collezione bellissima di disegni ed illustrazioni ispirati all’arte folkloristica Slava. Il libro è stato realizzato da Drawn & Quarterly quest’anno. Cliccate qui e andate in fondo alla pagina per comprarne una copia.


Via | Drawn.ca
Cento Pittori a Via Margutta
L’Arte contro la xenofobia. E’ dedicata all’integrazione razziale la 79° edizione di “Cento Pittori Via Margutta”. La manifestazione, divenuta da tempo un appuntamento fisso per appassionati di pittura italiani e stranieri, si svolgera’ a Roma, nella cornice di Via Margutta, dal 30 ottobre al 2 novembre prossimo. Al taglio del nastro, in programma alle 17, saranno presenti, tra gli altri, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’assessore capitolino alla cultura, Umberto Croppi, e il presidente del I municipio, Orlando Corsetti. Dopo gli innumerevoli episodi xenofobi registrati in queste ultime settimane, gli artisti presenti, che con oltre 3mila opere tra dipinti a olio, disegni, sculture e acquerelli, trasformeranno la via in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto, hanno deciso di dedicare simbolicamente l’edizione numero 79 della manifestazione alla integrazione razziale e alla ferma condanna del razzismo. Sono stati invitati a prendere parte alla kermesse, pittori provenienti da diversi paesi europei ed extraeuropei.
Dario Fo e Franca Rame fra Teatro e Arte.
Un percorso di vita tra arte e teatro. E’ quello di Dario Fo e Franca Rame, minuziosamente ricostruito nella rassegna “Pupazzi con rabbia e sentimento. Una mostra di arte e di teatro di Dario Fo e Franca rame”, alla Casa dei Teatri di Roma dal 15 ottobre all’11 gennaio. Attraverso un centinaio di quadri, l’esposizione, gia’ realizzata in molte citta’ d’Italia e all’estero, fa conoscere al visitatore il Fo dei giorni nostri, pittore, scenografo, costumista, attore, regista, scrittore, premio Nobel per la letteratura 1997, e quello giovane degli anni Trenta e Quaranta, allievo dell’Accademia di Brera, ambiente che gli consentira’ di conoscere artisti e intellettuali decisivi per le sue scelte future. Decisivo anche l’incontro, nel 1951, con Franca Rame, compagna di vita e di lavoro, alla quale e’ dedicata un’intera sezione del percorso.
Martedì 28 ottobre, ore 20.30, Aula 1 della Facoltà di Lettere:
Proiezione speciale de “L’ora d’amore” all’Università La Sapienza,
su invito degli studenti delle Facoltà occupate.
In programma domani alle ore 20.30, presso l’Aula 1 della Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma, una proiezione straordinaria del film L’ora d’amore, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione “L’Altro Cinema – Extra” e in concorso per il premio EnelCuore.
La proiezione risponde ad un invito degli studenti delle Facoltà occupate de La Sapienza (in questi giorni in stato di mobilitazione), accolto dagli autori del film Andrea Appetito e Christian Carmosino che intendono così condividere con loro il documentario (prodotto dal Dipartimento di Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre) ed esprimere la propria adesione alle istanze promosse dagli studenti.
Per informazioni:
Andrea Appetito, 349.1080014
Christian Carmosino, 328.7130990

L’ultima edizione della manifestazione romana nasce in antitesi alla più blasonata Biennale di Venezia. In un confronto che non mostra rivalità, ma solo bisogno di compensazione, necessità di esplorare forme e linguaggi di un panorama sconfinato. Ognuna si mostra quindi come il corrispettivo dell’altra, nel tentativo di riassumere diversi modi di intendere e concepire il fatto artistico.
La vita. Quest’anno il tema principale della manifestazione è dedicato alla profonda varietà dell’esistenza. Come la kermesse veneziana, che aveva per motivo conduttore la morte, quella romana esplora tutte le appendici del tema principale. Una giostra di variabili che invade ogni aspetto del percorso creativo, per un arte che vuole invadere la vita quotidiana, esserne parte e principio ispiratore. Con la voglia di essere protagonista, l’esuberanza e la vitalità che le viene dall’esser dedicata a soggetti nati artisticamente negli ultimi venti anni.
La scatola nero di Lara Favareto posta quasi al termine dell’esposizione resta la migliore sintesi della mostra romana. La risata copiosa che ne scaturisce e riempie le sale del Palazzo delle Esposizioni è la sola traccia sonora della mostra. Violenta ed allo stesso modo gioviale, inneggiante alla vita e alle infinite possibilità concesse dall’ironia. Con l’intento di invitare ad un nuova concezione del lavoro artistico che richiama direttamente il gioco. Il gioco (ironico) che è anche nelle corde di artisti come Fulvio di Piazza e Maurizio Savini. Il primo con una foresta cromatica simbolo dell’ecosistema che cela una profonda minaccia. Compito dell’osservatore e la scoperta della minaccia stessa, che con la sua esistenza favorisce anche l’intermedialità dell’opera d’arte e le sue capacità d’interazione con lo spettatore: gioco nel gioco della manifestazione. Come per l’ orsetto rosa di Savini, che ci spinge ad osservarlo per scoprire proprio le nostre abitudini quotidiane. Nella loro semplicità il caposaldo del nostro vivere collettivo.
Di tutt’altro spessore è il gioco di artisti come Giuseppe Stampone e Adrian Paci. Stampone realizza uno specchio/schermo con collegamento diretto a Second Life. Altera così l’immagine dello spettatore, trasformandolo in un joker che nella sua spietatezza ricorda varibili di gioco altre dal piacevole divertimento. Con molto cinismo, ma anche con una capacità riflessiva di notevole livello. Per Paci vale il discorso opposto. La sua interattività è la vita di alcuni immigrati di colore che passano sulla sua videocamera. Impauriti, soli, su una scaletta di aereo che diventa il sinonimo di una condizione esistenziale definitiva: il nulla. Questo artista racchiude nel filo sottile dell’ironia le componenti più dure (a volte tragiche) del nostro quotidiano. Il suo punto di vista, freddo, da osservatore estraneo, finisce per rivelare parti sostanziali della esistenza. Magari anche giocando, perché come sembra leggere tra le righe della manifestazione l’arte è gioco e l’ironia è vita di per sé. Questa è la quindicesima edizione della Quadriennale Romana, cento artisti – oltre ai pochi menzionati – che vogliono comunicare un nuovo modo di fare e concepire l’arte. Che è vita, amore, gioia di diffondere il proprio fermento creativo.
Fino al 14 settembre 2008
Quadriennale d’arte 2008
a cura di Chiara Bertola, Lorenzo Canova, Bruno Corà, Daniela Lancioni e Claudio Spadoni
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194 – 00184 Roma
Orario: domenica e da martedì a giovedì ore 11-21; venerdì e sabato ore 11-23.30
Ingresso: intero € 8; ridotto € 6,50